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Violenza Sessuale

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VIOLENZA SESSUALE: DICEVO DI SI ALLE RICHIESTE DI RAPPORTI SESSUALI AVANZATE PERCHÉ “ORMAI SFINITA”

Non ha valore scriminante il fatto che la moglie non si opponga palesemente ai rapporti sessuali e li subisca, quando è provato che l’autore, per le violenze e minacce precedenti poste ripetutamente in essere nei confronti della propria vittima, aveva la consapevolezza del rifiuto implicito agli atti sessuali.

Questo il principio di diritto sancito dalla Sez. III Penale della Cassazione, sentenza 26 ottobre 2015, la quale ha confermato la sentenza della Corte d’appello di condanna di un uomo a 4 anni di reclusione per maltrattamenti e violenza sessuale in danno della propria moglie, costretta a subire i rapporti sessuali (reiteratamente ed ostinatamente richiesti) pur a fronte dei suoi dinieghi e tentativi di sottrarvisi andando a dormire in camera dei figli.

Inutile il tentativo dell’uomo di valorizzare l’assenza di rifiuto esplicito da parte della moglie e di minare la credibilità delle dichiarazioni della donna.

Quanto all’assenza di un esplicito rifiuto, la violenza idonea ad integrare il delitto di violenza sessuale (art. 609-bis c.p.) è anche quella che induce la vittima in uno stato di soggezione, disagio o vergogna, sìcchè ella si determina ad “assecondare” le richiesta del proprio abusatore per evitare danni maggiori, a sé stessa o ai figli. Si tratta, in altri termini, di condotta necessitata che, anzi, più che mai evidenzia la chiara assenza di consenso da parte della donna quando, «ormai sfinita e stanca», si era decisa ad accettare le iniziative sessuali dei marito.

Quanto alla attendibilità delle dichiarazioni della donna, esse sono dotate di una tale attendibilità intrinseca da non necessitare neppure di riscontri “esterni”. In ogni caso – si sottolinea – nella specie erano confermate dalle testimonianze dei figli della donna che erano grandi all’epoca delle loro deposizioni (e, quindi, difficilmente, suggestionabili e manovrabili) a loro volta, anch’essi vittima dei comportamenti violenti dell’imputato.

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