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OMICIDIO-SUICIDIO DEL PAZIENTE

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OMICIDIO-SUICIDIO DEL PAZIENTE

OMICIDIO-SUICIDIO DEL PAZIENTE: MEDICO CONDANNATO PER CONCORSO COLPOSO NEL DELITTO DOLOSO

Il concorso colposo è configurabile anche rispetto al delitto doloso, sia nel caso in cui la condotta colposa concorra con quella dolosa alla causazione dell’evento secondo lo schema del concorso di cause indipendenti, sia in quello della cooperazione colposa purché, in entrambi i casi, il reato del partecipe sia previsto dalla legge anche nella forma colposa e nella sua condotta siano presenti gli elementi della colpa, in particolare la finalizzazione della regola cautelare violata alla prevenzione del rischio dell’atto doloso del terzo e la prevedibilità per l’agente dell’atto del terzo.

In applicazione di tale principio, la S.C. (Sez. IV, sent. 26 maggio 2015) ha ritenuto configurabile il concorso colposo del medico nell’omicidio doloso commesso dal paziente, poi suicidatosi nelle immediatezze del fatto.

Al medico viene addebitato l’avere colposamente omesso la segnalazione di disturbi di tal specie, a lui certamente noti: un comportamento, questo, idoneo a creare una falsa apparenza di normalità psichica in capo al cittadino richiedente porto d’armi.

Accolto, dunque, il ricorso delle parti civili avverso la sentenza della Corte d’appello di L’Aquila di assoluzione del medico.

Il ricorso in Cassazione si fonda su due motivi:
1. accertamento del nesso di causalità tra la condotta ascritta all’imputato e l’evento.
2. concorso colposo nel delitto doloso.

Quanto al nesso di causalità, esso è stato escluso dalla Corte d’appello sia sul piano meramente materiale (poichè l’omicida ha utilizzato un’arma, un revolver, diversa da quella per cui era stato chiesto e ottenuto il rilascio di porto d’armi, un fucile); sia sul piano della c.d. causalità della colpa.

Secondo la Cassazione, invece, entrambe tali valutazioni si palesano manifestamente illogiche e violano i criteri legali di definizione del nesso causale dettati dagli artt. 40 e 41 c.p., nonchè quelli in tema di cooperazione colposa nel delitto doloso.

Sul piano della causalità materiale, non può dubitarsi che il porto d’armi ottenuto a seguito della procedura amministrativa di verifica dell’idoneità del paziente, ancorchè riferita al porto di fucile per uso sportivo e non al porto d’armi per difesa personale, abbia comunque avuto incidenza causale sull’acquisto dell’arma di fatto utilizzata per il gesto omicidario-suicidiario.

Sul piano poi della causalità della colpa, ossia dell’efficacia eziologica (rispetto all’evento morte) della violazione della regola cautelare nel rilascio del certificato anamnestico, non può escludersi rilevanza causale all’omissione della segnalazione, nel certificato medico, di turbe psicofisiche in capo al paziente.

Nè potrebbero ravvisarsi nella condotta dell’omicida-suicida i caratteri dell’abnormità ed atipicità tali da potersi la stessa ascrivere a causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento (art. 41 c.p., comma 2).

Affermano i giudici romani, infatti, è vero che, secondo l’interpretazione in prevalenza accreditata, deve trattarsi di un processo non completamente avulso dall’antecedente, di una concausa che deve essere, appunto, da sola “sufficiente” a determinare l’evento, senza però che tale sufficienza possa essere intesa come avulsa dal precedente percorso causale perchè, altrimenti, torneremmo al caso del processo causale del tutto autonomo per il quale il problema è già risolto dall’articolo 41 c.p., comma 1, (in tal senso, Sez. 4, n. 36920 del 02/07/2014, Cicchese, non massimata).

Perchè si abbia interruzione del nesso causale deve pertanto trattarsi di sopravvenienza del tutto anomala o atipica rispetto alla serie causale di eventi ordinariamente rientranti nell’area di rischio considerata. Tale atipicità non è, però, con evidenza predicabile nel caso di specie ove la valutazione di problemi psichiatrici è imposta proprio al fine di escludere dal possesso di armi da sparo soggetti in condizioni psichiche tali da non dare sicuro affidamento sul pieno equilibrio e autocontrollo.

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