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L’AFFIDO

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L’AFFIDO

IL PAPÀ PERDE L’AFFIDO SE LA SUA NUOVA COMPAGNA È INCINTA

Nel caso in cui il padre aspetti un altro figlio da una nuova compagna, risulta corretto il provvedimento del Tribunale dei Minori di collocare stabilmente il minore presso la madre, anche se trasferitasi in altra città.

A stabilirlo una recentissima sentenza della Sezione VI civile della Cassazione (Sent. 23 settembre 2015).

I fatti.

Dopo la cessazione della convivenza more uxorio, Lei si trasferisce in altra città, Lui conosce un’altra donna, dalla quale attende un figlio.

Il Tribunale per i minorenni di Bologna, su ricorso del padre, dispone l’affidamento condiviso del figlio minore, con collocazione prevalente presso il padre.

Su reclamo della madre, la Corte d’Appello di Bologna dispone la collocazione del minore presso la madre.

Il padre ricorre in Cassazione, inutilmente.

Infatti, per la Cassazione è giusta la decisione della Corte d’appello che, comparando i due nuclei familiari, ha ritenuto che il bambino, di età prossima alla scolarizzazione, avrebbe avuto maggiori attenzioni nel nucleo materno nel quale c’erano altri due figli ormai maggiorenni, rispetto al nucleo paterno in cui sussisteva il rischio della perdita di centralità per l’arrivo del nascituro.

L’individuazione del genitore collocatario deve aver luogo sulla base di un giudizio prognostico circa la capacità dello stesso di crescere ed educare il figlio nella nuova situazione determinata dal fallimento dell’unione, giudizio da formularsi con riferimento ad elementi concreti, emergenti non solo dalle modalità con cui ciascuno dei genitori ha svolto in passato i propri compiti, ma anche con riguardo alla rispettiva capacità di relazione affettiva, attenzione, comprensione, educazione e disponibilità ad un assiduo rapporto, nonchè alla personalità del genitore, alle sue consuetudini di vita ed all’ambiente sociale e familiare che e’ in grado di offrire al minore.

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