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DIVORZIO: COSA SUCCEDE SE L’EX CONIUGE RICEVE L’EREDITA’ ?

I beni acquisiti per successione ereditaria dopo la separazione, ancorchè non incidenti sulla valutazione del tenore di vita matrimoniale perchè intervenuta dopo la cessazione della convivenza, possono tuttavia essere presi in considerazione ai fini della valutazione della capacità economica del coniuge onerato.

Questo è quanto emerge dalla recentissima ordinanza della Cass. Civ., Sez. VI, 3 marzo 2015.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso del marito avverso la sentenza della Corte d’appello di Firenze che aveva disposto un assegno in favore della moglie per un importo pari ad € 4 mila.

L’assegno di divorzio deve tendere al mantenimento dello stesso tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale, potendo l’indice di tale tenore essere l’attuale disparità di posizioni economiche dei coniugi.

Pur essendo gli assegni di separazione e divorzio differenti per presupposti, caratteri e finalità, l’importo dell’assegno di separazione può costituire oggetto del prudente apprezzamento del giudice, anche ai fini della ricostruzione del tenore di vita della famiglia, durante la convivenza coniugale.

Inoltre, le attuali condizioni economiche dei coniugi ed il loro eventuale divario, costituiscono elemento di valutazione del giudice, ai fini della determinazione dell’assegno divorzile. E sotto tale profilo, anche la disponibilità patrimoniale acquisita in via ereditaria, costituente in ogni caso una voce reddituale, può essere a tal fine considerata.

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