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DICHIARAZIONE DEI REDDITI: L’ERRORE DEL COMMERCIALISTA ESONERA IL CONTRIBUENTE ?

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DICHIARAZIONE DEI REDDITI: L’ERRORE DEL COMMERCIALISTA ESONERA IL CONTRIBUENTE ?

L’affidamento delle incombenze relative alla dichiarazione dei redditi ad un professionista (commercialista, caf, ecc.) non esonera il contribuente (persona fisica o giuridica) dal vigilare sull’esatto adempimento del mandato da parte del professionista.

Cosi la Sesta Sezione civile della Corte di Cassazione (ordinanza 9 giugno 2016, n. 11832), con la quale ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate dell’Umbria avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che escludeva l’applicazione delle sanzioni a carico di Tizio per la dimenticanza del proprio commercialista.

Il caso.

Tizio, al pari di milioni di italiani, si affida al commercialista Caio per la “tanto amata” dichiarazione dei redditi.

Caio invia tardivamente la dichiarazione telematica all’Agenzia delle Entrate dell’Umbria.

Sia la Commissione Provinciale che quella Regionale escludono le sanzioni a carico di Tizio per violazione delle norme tributarie.

Avverso la sentenza della CTR, propone ricorso in Cassazione l’Agenzia delle Entrate.

La Cassazione, accogliendo il ricorso dell’Ufficio finanziario, si allinea al trend giurisprudenziale in materia.

Infatti, statuisce che in tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, l’art. 5, Dlgs18 dicembre 1997, n. 472, richiede la consapevolezza del contribuente in ordine al comportamento sanzionato, condotta che non deve essere necessariamente dolosa, sanzionando la legge anche la mera negligenza.

Secondo la Cassazione, va condiviso l’assunto dell’Agenzia delle Entrate secondo cui gli obblighi tributari relativi alla presentazione della dichiarazione dei redditi ed alla tenuta delle scritture non possono considerarsi assolti da parte del contribuente con il mero affidamento delle relative incombenze ad un professionista, richiedendosi altresì anche un’attività di controllo e di vigilanza sulla loro effettiva esecuzione, nel concreto superabile soltanto a fronte di un comportamento fraudolento del professionista, finalizzato a mascherare il proprio inadempimento dell’incarico ricevuto.

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