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DANNI DA BLACK OUT: ENEL CONDANNATA A RISARCIRE ELETTRODOMESTICI, PC E TV DANNEGGIATI DALLO SBALZO DI CORRENTE.

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DANNI DA BLACK OUT: ENEL CONDANNATA A RISARCIRE ELETTRODOMESTICI, PC E TV DANNEGGIATI DALLO SBALZO DI CORRENTE.

Il gestore del servizio di fornitura di energia elettrica deve essere condannato a risarcire gli elettrodomestici siti nell’abitazione dell’utente danneggiati da uno sbalzo di tensione cui è seguita la momentanea interruzione del servizio.

Infatti, in virtù del contratto di somministrazione, detto gestore risponda dell’inadempimento ex art. 1218 cod. civ., salvo non dimostri la sussistenza del caso fortuito o della forza maggiore.

Questo è il principio di diritto espresso dal Giudice di Pace di Palermo con la sentenza del n. 1089 del 2016, in merito al risarcimento danni da sbalzi di corrente.

I fatti.

Tizio citava in giudizio la società energetica chiedendo il risarcimento del danno patrimoniale (scaldacqua elettrico, impianto citofono, presa elettrica, alimentatore e carica batteria per smartphone, camino ventilato, impianto fotovoltaico) subito a causa di uno sbalzo di energia elettrica.

Costituendosi in giudizio, la società contestava l’atto di citazione, evidenziando come il danno derivasse da un fatto eccezionale (mal tempo) e che pertanto nessuna responsabilità potesse essere addebitata per tale evento eccezionale.

Decisivi i testimoni, ma, soprattutto, la CTU.

Il consulente tecnico nominato dal Tribunale, infatti, ha affermato che il corto circuito (che ha provocato l’aumento di tensione e il danneggiamento degli elettrodomestici all’interno dell’abitazione) è stato cagionato dalla rottura di un giunto di collegamento fra due cavi elettrici interrati posti in prossimità dell’abitazione.

E, tenuto conto, che i cavi fossero ad una profondità di 1 metro, risultano irrilevanti le eccezioni formulate dalla Società:
l’incidenza delle raffiche di vento e l’abbattimento degli alberi su detti cavi, che secondo la Società costituivano il caso fortuito o la forza maggiore e che avrebbero cagionato da sole il danno.

Il CTU conclude, quindi, che il corto circuito (che ha determinato l’aumento di tensione e l’interruzione di corrente) risultava riconducibile ad un’errata realizzazione del cavo da parte della Società fornitrice dell’utenza elettrica.

Il Giudice di Pace di Palermo, aderendo alle conclusioni della CTU, accoglie la domanda e condanna la Società energetica al pagamento di € 6.500 a titolo di risarcimento danno, oltre al pagamento delle spese di giudizio.

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