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ACQUISTO DI AUTO USATA: LA CLAUSOLA VISTA E PIACIUTA COPRE I VIZI OCCULTI ?

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ACQUISTO DI AUTO USATA: LA CLAUSOLA VISTA E PIACIUTA COPRE I VIZI OCCULTI ?

L’acquirente di una autovettura usata è garantito dai vizi occulti, anche se ha sottoscritto la clausola “nello stato come vista e piaciuta”. Tale clausola, infatti, si intende riferita allo stato apparente del bene, percettibile e manifesto e non come l’accettazione senza alcuna riserva del bene allo stato in cui appare con rinuncia alla garanzia per i vizi anche occulti.

A dirlo è la Corte di Cassazione, sez. VI Civile, con sentenza depositata il 19 ottobre 2016.

I fatti.

Nel 2009, Tizio acquistava dalla concessionaria una autovettura; il legale rappresentante della concessionaria assicurava che l’autovettura era in buone condizioni e che non aveva mai subito incidenti e non presentava alcun vizio.

Peccato che, lo stesso giorno in cui era stata conclusa la compravendita, Tizio, in autostrada, durante il ritorno verso casa, aveva rilevato delle rumorosità, cosicchè aveva provveduto a far visionare l’autovettura ad una officina convenzionata; il meccanico aveva comunicato che la rumorosità era dovuta alla rottura dell’avantreno anteriore non derivante da urto e per la relativa riparazione chiedeva una somma di € 2.850,00 più IVA.

Tizio provvedeva, inutilmente, a denunciare il vizio al venditore con e-mail, fax e raccomandata.

Il Giudice di pace di Milano accoglieva la domanda attorea. Su appello della concessionaria, il Tribunale meneghino ribaltava il versetto di prime cure. Tizio, ricorreva, quindi, in cassazione.

Quest’ultima, con la sentenza in commento, ha ccolto il ricorso di Tizio, statuendo che la garanzia per vizi prevista dall’art. 1490 cod. civ. deve ritenersi operante anche nei casi di vendita di cose mobili usate, dovendo rimanere il vizio della cosa, ed, in particolare, il vizio occulto preesistente alla conclusione del contratto, ben distinto dal semplice logorio del bene, dovuto al normale uso dello stesso.

Ora, è vero che, anche nei casi di vendita di beni usati (quale una autovettura usata) i contraenti nell’ambito della loro autonomia contrattuale possono derogare alla disciplina legale della garanzia per vizi della cosa venduta, con l’inserimento nel contratto di apposita clausola, ammessa dall’art. 1490 c.c., comma 2, e debitamente approvata per iscritto ex art. 1341 c.c., comma 2.

Tuttavia, la clausola non può riferirsi ai vizi occulti, che si manifestano soltanto dopo l’uso del bene compravenduto. Nè potrebbe essere diversamente, giacchè l’espressione “vista” inequivocabilmente allude solo ai vizi agevolmente riscontrabili dall’acquirente a primo esame.

Inoltre, anche considerando i principi fondamentali che governano l’istituto del contratto, ossia la buona fede e l’equità contrattuale, sarebbe incongruo ritenere che quella clausola possa sollevare il venditore dalla garanzia per i vizi occulti. Piuttosto, quei principi inducono a ritenere che quella clausola vada limitata ad una accettazione del bene con tutti quegli eventuali vizi riconoscibili ictu oculi, nonchè, se vi sia stata concreta possibilità di farlo, con tutti i vizi che avrebbero potuto essere riconoscibili con una diligente disamina del bene.

Non ricomprende, invece, l’accettazione dei vizi occulti, perchè, ove così fosse, si determinerebbe uno squilibrio ingiustificato del sinallagma contrattuale.

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